Igor Mitoraj - Tindaro

Igor Mitoraj a La Défense

Igor Mitoraj

Il 6 ottobre 2014, è mancato all’età di 70 anni lo scultore Igor Mitoraj, esponente significativo dell’arte contemporanea alla quale è riuscito a dare una dimensione in un certo modo classica. E’ l’artista maggiormente presente a La Défense dove sono installate quattro sue opere.

Nato il 26 marzo 1944 a Oederan (Germania) da madre polacca e padre francese, inizia i suoi studi artistici con la pittura. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Cracovia, dove è allievo di Tadeusz Kantor, e partecipa ad una prima mostra collettiva alla Galleria Krzysztofory di Cracovia nel 1967.

Su consiglio di Kantor, si trasferisce a Parigi nel 1968 dove si iscrive a l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts. Dopo un soggiorno in Messico e una mostra personale nel 1976 presso la Gallerie La Hune di Parigi, abbandona la pittura per dedicarsi alla scultura. Riceve nel 1976 il Prix de la sculpture de Montrouge, il Premio per la scultura della città di Montrouge. Apre uno studio a Parigi dove si dedica prevalentemente alla lavorazione del bronzo e della terracotta. Nel 1979, si reca in Toscana, a Carrara e a Pietrasanta, dove il marmo diventerà un elemento fondamentale nella realizzazione delle sue opere.

Innamoratosi della città e del materiale, apre uno studio a Pietrasanta nel 1983. Da allora acquista una fama internazionale e riceve diversi premi partecipando a numerose mostre ed esposizioni internazionali e installando opere in tutto il mondo.

Muore a Parigi il 6 ottobre 2014.

L’opera di Mitoraj

Spesso monumentali e installate all’aperto, le sculture di Mitoraj hanno per tema principale il corpo umano, anche se raramente nella sua interezza. I suoi personaggi rappresentano esseri umani veri e propri o soggetti mitologici, a volte anche di una mitologia inventata dall’artista. Opere che ricordano le statue antiche, per le loro proporzioni perfette e anche per l’uso del materiale, ma che se ne differenziano per alcuni tratti caratteristici dell’artista: la rappresentazione di un solo dettaglio o frammento (una testa, un piede) o la presenza di ferite e lacerazioni o ancora i corpi avvolti in bende oppure troncati e dall’interno vuoto, a volte anche screpolati.

Altra particolarità ricorrente è la presenza all’interno della scultura di altre piccole sculture, una sorta di personaggi nel personaggio.

Ognuna delle sue opere si può dire unica, anche quando sono ripetute, in quanto i vari esemplari differiscono per il materiale adoperato o per la patina diversa che l’artista conferisce ad ogni singola opera.

Igor Mitoraj a La Défense

E’ a partire dall’inizio degli anni ’80 fino all’inizio degli anni 2000 che verranno installate quattro delle sue opere nel museo all’aperto de La Défense: Le Grand Toscano, Tindaro, Ikaria e Icare. Una presenza significativa fra le opere d’arte del quartiere.

Le Grand Toscano

Igor Mitoraj - Le Grand Toscano - La Défense
Igor Mitoraj – Le Grand Toscano – La Défense

Realizzato nel 1983, Le Grand Toscano è stato installato lo stesso anno ed è visibile ai piedi della Tour Areva (ex Tour Fiat, ma di questo vi racconteremo in un altro articolo). Un busto tagliato a metà, senza braccio e con la testa troncata poco sopra la bocca. All’altezza del cuore, in una nicchia quadrata, una piccola testa scolpita. Questa opera di bronzo è appoggiata su una base di granito e accompagnata da quattro forme geometriche dello stesso granito.

Un altro Grande Toscano, familiarmente chiamato “Petto a metà”, con un allestimento e una patina diversi, è installato in piazza del Carmine a Milano.

Tindaro

Igor Mitoraj - Tindaro - La Défense
Igor Mitoraj – Tindaro – La Défense

Realizzata e installata nel 1987, Tindaro è la scultura di Mitoraj che ha la migliore ambientazione a La Défense. Posta davanti allo stabile KPMG, dalla facciata curva, la scultura sembra circondata da quest’arco di cerchio del quale sembra proprio segnare il centro.
Ma chi è Tindaro?
Nella mitologia greca, Tindaro è stato il re di Sparta e ha sposato Leda, donna di cui si innamorò Zeus. Leda ebbe dal marito Tindaro e insieme da Zeus – travestito da cigno – quattro figli: Castore, Polluce, Elena e Clitennestra. La leggenda non è unanime nel dirci quali siano figli del dio e quali di Tindaro.

L’opera rappresenta una testa monumentale in bronzo, tronca e sfregiata. Nell’interno, visibile da dietro, sono presenti alcune piccole sculture fra le quali una gorgone.

Ikaria

Igor Mitoraj - Ikaria - La Défense
Igor Mitoraj – Ikaria – La Défense

Creata nel 1987 e installata nel 2000 davanti alla Tour Technip, la scultura presenta una donna alata, senza testa. Contrariamente a Icaro (la quarta opera di Mitoraj presente a La Défense che non ha né ali né braccia), Ikaria ha le ali e sembra destinata a prendere il volo, non fosse per questa mano che le stringe una caviglia, come per impedirle di commettere lo stesso errore di Icaro. Anche in questa scultura, una nicchia scavata in un’ala ospita una piccola testa scolpita.
Ma chi è Ikaria?
Sembra non sia né la sorella né la moglie di Icaro, né faccia parte della mitologia classica, ma sia un personaggio inventato da Mitoraj in una sua personale mitologia. Il nome richiama quello dell’isola greca di Ikaria, così chiamata perché Icaro sarebbe caduto nelle vicinanze.

Icare

Igor Mitoraj - Icare - La Défense
Igor Mitoraj – Icare – La Défense

Creata e installata nel 2001, questa statua di Icaro (chiamata a volte Colosse) è situata ai piedi della Tour Egée. Icaro è un noto personaggio della mitologia greca, figlio di Dedalo e di una schiava greca.
Minosse, re di Creta, fece costruire da Dedalo, abile architetto e inventore, un labirinto per nascondere il Minotauro, creatura mostruosa mezzo uomo e mezzo toro. Per impedire che Dedalo ne svelasse il segreto, Minosse lo fecce rinchiudere nel labirinto insieme a Icaro. Per fuggire, Dedalo costruì due coppie di ali con delle penne e le attacco alle loro braccia con della cera. Malgrado le raccomandazioni del padre, Icaro si avvicinò troppo al sole, facendo così fondere la cera. Icaro morì precipitando in mare.

Le principali esposizioni

Igor Mitoraj ha partecipato a numerose esposizioni, ad esempio quelle della Biennale di Venezia nel 1986, della New York Academy of Art nel 1989, del Bristish Museum di Londra nel 1995 e del Musée Olympique di Losanna nel 2001.

Ma vanno ricordate in modo particolare, non soltanto per le opere esposte ma anche per la bellezza dei luoghi, due recenti esposizioni che si sono svolte in Italia:

  • Nel 2011, nella Valle dei Templi di Agrigento in Sicilia, parco inserito fra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco, dove erano esposte 18 opere monumentali, personaggi mitologici fra i quali Venere, Icaro, Ikaria, Eros, Centauro, ambientate fra i monumenti dell’antica Grecia
  • Nel 2012, a Ravello, sulla Costiera Amalfitana, dove l’auditorium progettato da Oscar Niemeyer faceva da sfondo ad una parte delle opere monumentali, mentre altre erano esposte di fronte al Duomo e nei giardini di Villa Ruffolo.

Mitoraj in Italia

Alcune opere di Mitoraj si possono vedere in Italia, fra le quali:

  • Roma: le porte di bronzo della basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri (2006)
  • Roma: la Dea Roma (1983), Piazza Montegrappa
  • Milano: Grande Toscano (1986), Piazza del Carmine
  • Firenze: Tindaro Screpolato (2002), Giardino di Boboli.

Va detto che La Défense non è l’unico quartiere degli affari ad avere un museo all’aperto. E non è l’unico ad esporre opere di Igor Mitoraj. In uno dei quartieri finanziari di Londra, Canary Wharf ve ne sono tre: Testa addormentata (1983), Centauro (1984) e Centurione I (1987).

Canary Wharf Canary Wharf Canary Wharf
Dopo aver visitato La Défense, ma solo dopo, perché non fare un salto a Canary Wharf?