L'oiseau mécanique - Philolaos (1972)

Philolaos Tloupas a La Défense

Il primo artista a La Défense

Artista greco poco noto in Italia, Philolaos Tloupias ha lavorato molto in Francia, ottenendo significativi apprezzamenti e riconoscimenti. E’ presente nel museo all’aperto de La Défense con tre opere: L’oiseau mécanique (L’uccello meccanico), Les nymphéas (Le ninfee) e Les cheminées (I camini). L’oiseau mécanique, anche se non è l’opera più nota né meglio valorizzata del quartiere, ha un significato particolare: come già accennato, è l’opera la cui installazione nel 1972 ha segnato la nascita del museo all’aperto de La Défense. Da allora si sono susseguite le installazioni della settantina di opere che oggi si possono ammirare.

Philolaos Tloupas, detto Philolaos

Philolaos Tloupas, detto Philolaos, è nato il 4 marzo 1923 a Larissa (Grecia). Entra nel 1944 alla Scuola delle Belle Arti di Atene dove studierà, fino al 1947, con gli scultori Michalis Tombros e Athanassios Apartès, quest’ultimo allievo a sua volta del famoso scultore francese Bourdelle.

Terminato il servizio militare, nel 1950, dopo aver conseguito il diploma, si trasferisce in Francia dove frequenta l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, nell’atelier di Marcel Gimond dove inizia a lavorare il metallo.

A partire dal 1954 partecipa regolarmente a mostre ed esposizioni e da allora inizia la sua vera e propria produzione artistica. Nel 1958 progetta e realizza il suo studio a Saint-Rémy-lès-Chevreuse, a sud-ovest di Parigi, dove abita.

Anche se la sua opera si esprime attraverso diversi materiali quali la terracotta, il legno, il marmo o il calcestruzzo, a rivestire un ruolo fondamentale nelle sue opere, in particolare le sculture monumentali, sarà l’acciaio inossidabile.

L’oiseau mécanique

Prima opera d’arte contemporanea commissionata nel 1971 per inaugurare il museo all’aperto de La Défense, L’Oiseau mécanique è emblematico dell’opera dell’artista. Appoggiata su uno zoccolo di calcestruzzo e realizzata in acciaio inossidabile, materiale prediletto da Philolaos, questa scultura riflette il cielo formando diverse macchie luminose.

L'oiseau mécanique - Philolaos (1972)
L’oiseau mécanique – Philolaos (1972)

Nel 1973, in un’intervista per Vogue, Jean Millier, l’allora Direttore generale dell’EPAD Vai alla voce nel Glossario de La Défense dichiarava a proposito de L’oiseau mécanique[…] Proche de la Tour Aquitaine, une œuvre en métal de Philolaos, sorte d’envolée vers le ciel d’ailes en acier sur un socle de béton” (Fonte www.vision80ch13.org) ( […] Vicino alla Tour Aquitaine, un’opera in metallo di Philolaos, su uno zoccolo di calcestruzzo, come delle ali di acciaio che spiccano il volo verso il cielo). Contribuiva così a consolidare il nome di “Uccello meccanico” per quest’opera che l’autore stesso aveva realizzato come scultura astratta, senza pensare a nessun volatile. Nome confortato dal fatto che, sotto una certa angolatura, in certe condizioni di sole riflesso sull’acciaio, si poteva pensare ad un battito di ali … nome diventato così ufficiale da essere riportato sulla targa posta a fianco dell’opera per identificarla.

Les nymphéas

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Les nymphéas – Philolaos (1989)

L’opera Les nymphéas (Le ninfee), installata a La Défense nel 1989, è composta da due sculture monumentali, sempre in acciaio, che animano due fontane in un bacino.

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Les nymphéas – Philolaos (1989)

La forma floreale di queste due sculture strizza l’occhio alle Ninfee di Claude Monet. Poste vicino a L’oiseau mécanique, in uno spazio tra due immobili di abitazione, queste sculture sono un tributo alla natura che vuole a qualunque costo riconquistare il suo spazio in mezzo al calcestruzzo. Seppur con fiori stilizzati e realizzati con un materiale moderno e freddo come l’acciaio.

Les cheminées

Diversi camini di aerazione sono sparsi per tutta l’area del quartiere per consentire il rinnovo dell’aria nel livelli sottostanti la Dalle Vai alla voce nel Glossario de La Défense oppure per evacuare i fumi di alcune strutture. Molti di questi sono nascosti, o meglio decorati da opere d’arte di vario genere.

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Les cheminées – Philolaos (1973)

La terza opera di Philolaos, più defilata e meno nota delle altre due, Les cheminées, è proprio abbinata a due camini di aerazione. Realizzate nel 1973, sono costituite da lastre di acciaio al molibdeno e coprono i camini di una panetteria e di una lavanderia. Ovviamente molto vincolate nella forma, le opere d’arte legate a camini di aerazione si sfidano a La Défense per originalità e creatività. Incontreremo per esempio:

* Mosaïque e Vive le vent dell’artista Michel Deverne
* Le Moretti di Raymond Moretti
* Les Trois Arbres di Guy-Rachel Grataloup
* Cheminée végétale di Édouard François.

Altre opere di Philolaos

Nel quartiere de La Défense sono state installate altre opere dell’artista, alcune delle quali ancora presenti, una nell’ingresso della Tour Total e l’altra in quello dell’Immeuble Carillon. Essendo frutto di commesse private, non rientrano nel patrimonio pubblico del museo all’aperto.

Oltre a quelle presenti nel quartiere, fra le numerose opere realizzate da Philolaos ne vanno citate due, particolarmente presenti nel pensiero dei Francesi.

Le Château d’eau de Valence

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Le Château d’eau de Valence – Philolaos (1971)

Nel 1962, la Città di Valence, non lontana da Lyon, avvia la realizzazione di una ZUP (Zona da Urbanizzare con Priorità) e affida il progetto del nuovo quartiere all’architetto urbanista André Gomis. Il quartiere è strutturato intorno ad un parco di ventiquattro ettari nel quale è previsto un Château d’eau (un serbatoio d’acqua a torre). André Gomis propone a Philolaos di creare una “scultura-architettura”. Egli progetta così la struttura sulla base di modelli che realizza deformando pezzi metallici. I lavori di costruzione vera e propria si svolgono dal 1969 al 1971 e fanno nascere due torri in calcestruzzo, una alta 57 metri e l’altra 52, di capacità rispettivamente 850 e 1990 metri cubi. Quando i serbatoi sono completamente riempiti, l’opera pesa diecimila tonnellate.

Nel 1981, l’opera viene premiata con il Prix du Quartier de l’Horloge, per la migliore opera d’arte urbano degli anni ’70 in Francia.

Philolaos inizia così a lavorare con architetti e paesaggisti, attività che proseguirà assiduamente integrando opere d’arte nelle realizzazioni architettoniche e diventando così “lo scultore degli architetti”.

Le Jardin des Gogottes

Le Jardin des Gogottes (Giardino delle Gogotte) è una realizzazione decisamente diversa. Ma cosa sono le Gogottes? Vale la pena di fare una piccola deviazione storica verso la letteratura francese, in particolare la letteratura per l’infanzia. Nel 1931, Jean de Brunhoff, autore-illustratore francese, crea il personaggio dell’elefantino Babar, basata su una storia che la moglie inventa e racconta ai loro figli. Babar sarà l’eroe di numerosi libri illustrati e avrà in molti paesi un consistente successo di pubblico. In un libro del 1936 fra i vari personaggi compaiono le Gogottes, creature fantastiche con l’aspetto di animali.

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Les Gogottes. © Jean de Brunhoff – Les vacances de Zéphir – Edition 1990, © 1939, Librairie Hachette

E’ da questi personaggi che Philolaos ha tratto l’ispirazione per realizzare le sue Gogottes. Dal 1951 al 1967, mentre insegna ceramica, realizza diverse sculture di Gogottes in terra e altri materiali.

Gogotte in bronzo. 24 x 24 x 13,5 cm. Collection du Musée de la ville. © Élisabeth Deschamps / Musée de la ville – Saint-Quentin-en-Yvelines.
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Gogotte polypode, Bronzo dipinto, 14,5 x 10 x 31 cm. Collection du Musée de la ville. © Élisabeth Deschamps / Musée de la ville – Saint-Quentin-en-Yvelines.

E’ invece solo nel 1996 che viene coinvolto nella realizzazione del Jardin des Gogottes nella città di Guyancourt, sempre a sud-ovest di Parigi, dove installa quattro di queste figure animali, due maschi e due femmine, adoperando cemento armato lavato e acciaio inossidabile.

Le Jardin des Gogottes
Le Jardin des Gogottes. 1996 – Philolaos. Guyancourt Villaroy. © Daniel Huchon / Musée de la ville – Saint-Quentin-en-Yvelines.
Le Jardin des Gogottes
Le Jardin des Gogottes. 1996 – Philolaos. Guyancourt Villaroy. © Daniel Huchon / Musée de la ville – Saint-Quentin-en-Yvelines.

Queste sculture sono ormai diventate un punto di riferimento per i bambini ed anche per gli adulti. Oggi la città di Guyancourt è indissolubilmente associata alle Gogottes e quindi a Philolaos.

Riconoscimenti

Durante la sua carriera, Philolaos Tloupas ha ricevuto diversi premi e onorificenze, fra i quali la Médaille des Arts Plastiques dall’Académie d’Architecture (1984), ed è stato insignito del titolo di Officier de l’Ordre des Arts et Lettres (2005).

Philolaos è deceduto il 18 settembre 2010, all’età di 87 anni, a Parigi.

Per saperne di più

Anche se non sembra più aggiornato, il sito ufficiale dell’artista fornisce numerose informazioni sulle sue opere e sulla sua carriera.

Ringraziamenti

Ringraziamo Marina Assaël-Tloupas, Isabelle Tloupas e Yorgo Tloupas pour averci gentilmente concesso l’autorizzazione a utilizzare le fotografie di opere di Philolaos in questo articolo.

Ringraziamo il Musée de la Ville de St-Quentin-en-Yvelines per la collaborazione e per averci gentilmente concesso l’autorizzazione a utilizzare le fotografie di alcune opere esposte nel museo e del Jardin des Gogottes.