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L'araignée rouge (Il ragno rosso) di Alexander Calder a La Défense

Il ragno rosso de La Défense (L’araignée rouge)

L’araignée rouge de La Défense

Cosa c’è di più leggero di un ragno, che può camminare sulla sua tela senza spezzarla?

Ma non tutti i ragni sono uguali.

L'araignée rouge (Il ragno rosso) di Alexander Calder a La DéfenseUna delle sculture-simbolo de La Défense è quella chiamata L’araignée rouge (Il ragno rosso), che pesa ben 75 tonnellate, per un’altezza di 15 metri. 75 tonnellate di acciaio e vernice rossa, opera dello scultore americano Alexander Calder. Non potete non vederla: uscendo dalla stazione La Défense della metropolitana o del RER, scendendo lungo l’Esplanade, la incontrate sulla sinistra.

Alexander Calder

Alexander Calder è nato nel 1898 negli Stati Uniti, e dopo essere diventato ingegnere e aver fatto lavori di vario genere, decide di dedicarsi alla carriera artistica. Nel 1926 si trasferisce a Parigi dove conosce personalità come Joan Miró, Jean Cocteau, Man Ray, Robert Desnos, Fernand Léger, Le Corbusier, Theo van Doesburg e Piet Mondrian. Nel 1953 trasloca a Saché, piccolo villaggio a sud di Tours, nel centro della Francia, dove successivamente costruisce un suo studio, oggi trasformato in una residenza d’artista: l’Atelier Calder.
La sua prima opera di rilievo fu Il Circo Calder, un circo in miniatura costruito in fil di ferro, stracci, gomma e vari materiali di recupero (oggi al Whitney Museum di New York) che lui stesso manovrava in diversi spettacoli in Europa e in America con notevole successo.

Calder che manovra il suo Circo, in un film del 1955 di Jean Painlevé

Quest’opera ha segnato l’inizio dell’attività di Calder nell’arte cinetica, filone artistico che nasce all’inizio del ventesimo secolo e introduce il movimento nell’opera d’arte, sia esso reale grazie a parti in movimento oppure provocato da effetti ottici.

Mobiles e stabiles

Ad aver reso famoso Calder, sono però le sue sculture in movimento, che pur composte da pesanti lastre d’acciaio si animano al minimo soffio di vento, dando un’impressione di estrema leggerezza. Sculture note come mobiles, dal nome che gli attribuì l’artista francese Marcel Duchamp.

Alexander Calder - Spirale - Palais de l?UNESCO - Paris
Alexander Calder – Spirale – © Droits réservés – © Photo: UNESCO/M. Claude

Uno di questi – Spirale, 2 tonnellate di acciaio nero, per 12 metri di altezza – si può vedere nel giardino del Palazzo dell’UNESCO, nel centro di Parigi.
Ma L’araignée rouge non è certo un mobile! Rientra in un’altra famiglia di opere artistiche di Calder, dove la leggerezza e l’eleganza non sono nel movimento ma nella forma, i cosiddetti stabiles, dal nome che un altro artista, Jean Arp, gli ha dato proprio in contrapposizione con i mobiles. E per essere stabile, Il Ragno Rosso è stabile!

Alcuni di questi stabiles hanno fra di loro un’aria di famiglia.

Alexander Calder - Flamingo - Chicago, USA
Alexander Calder – Flamingo – Chicago, USA – © City of Chicago, USA

L’araignée rouge che vediamo a La Défense viene spesso collegata ad un’altra opera dell’artista, Flamingo (Fenicottero) installato nella Federal Plaza di Chicago, che pesa “solo” 50 tonnellate ed è alto 16 metri.

Uno stabile posto davanti al World Trade Center di New York, Bent Propeller, è stato distrutto nell’attentato dell’11 settembre 2001.

Come è stata realizzata L’araignée rouge?

Calder ha costruito un modello in lamiera sottile, di pochi centimetri di altezza. Successivamente, sono stati preparati i piani esecutivi in scala dell’opera ed infine l’impresa Biémont, di Tours, specializzata nella carpenteria pesante, ha realizzato le diverse parti della scultura, poi trasportate e assemblate a La Défense. L’impresa Biémont, che ha vissuto momenti di gloria dal 1962 al 1977 realizzando la maggior parte degli stabiles di Calder, oggi non esiste più: non resistendo alla crisi e ha cessato l’attività nel 2011.

Calder in Italia

Mentre numerose sono le opere di Calder esposte negli Stati Uniti e in Francia, solo due sono visibili in Italia. La prima è Teodelapio, davanti alla stazione ferroviaria di Spoleto. La seconda, Sabot, è forse un po’ meno facile da vedere: installata nel giardino di Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano a Roma, è stata temporaneamente rimossa per essere restaurata. Ma potete vedere l’opera in fotografia, addirittura vicino al Segretario di Stato John Kerry in marzo 2014.

La posizione de L’araignée rouge à La Défense è stata scelta da Calder stesso, al momento dell’installazione nel 1976, anno della sua morte avvenuta a New York.

Quest’opera è una delle tante presenti a La Défense che vi racconteremo negli articoli che dedichiamo all’arte.