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Takis a La Défense

Buon compleanno, Takis!

Panayotis Vassilakis, detto Takis

Il 2015 è l’anno del novantesimo compleanno di Panayotis Vassilakis, detto Takis, artista greco di fama mondiale che ha due delle sue opere monumentali installate a La Défense.

Nato ad Atene il 29 ottobre 1925, i primi anni della sua vita sono segnati dalla dittatura e dalle guerre che colpiscono il suo paese. Autodidatta, inizia la sua attività artistica con sculture di gesso e nel 1954 si trasferisce a Parigi, dove incontra numerosi artisti con i quali si confronta, fra i quali Yves Klein e Jean Tinguely. Nel 1955 incontra Iris Clert, anch’essa greca, che diventerà una famosa e controversa gallerista quando, un anno più tardi, aprirà a Parigi la sua galleria. Ma è soprattutto Marcel Duchamp, che incontra spesso a New York, ad influenzarlo maggiormente. Sarà Duchamp a definirlo nel 1962 in modo particolarmente apprezzato da Takis:

“[ … ] Takis, gai laboureur des champs magnétiques et indicateur des chemins de fer doux”

Lasciamo al lettore l’ardua traduzione dei giochi di parole!

la-defense-takis-signaux04Come Fernand Léger e altri artisti qualche decennio prima, si interessa ai segnali, ai pannelli, ai semafori e alla segnaletica in generale. La storia ci racconta che, nel 1955, nella stazione ferroviaria di Calais, nel Nord della Francia, Takis rimane colpito dalla “foresta” di segnali che lo circondano. Sarà questa segnaletica ad ispirare i primi Signaux (Segnali), che diventeranno un tema fondamentale del suo lavoro.

Takis a La DéfenseQuesti Signaux nascono come lunghe aste terminate con elementi meccanici di recupero per poi evolvere in numerose forme fra le quali i Signaux Feux d’Artifice, decorati da fuochi d’artificio, o i Signaux Eoliens che assomigliano un po’ ai Mobiles di Calder, mossi dal vento. Diventeranno in seguito veri e propri segnali luminosi, sormontati da lampade di diverso colore, così come quelli che si possono vedere nelle due installazioni de La Défense.

Takis a La DéfenseMa Takis si interessa anche alla scienza, ai fenomeni fisici e soprattutto all’energia nelle sue diverse forme: magnetica, luminosa o sonora. Nel 1958, scopre i campi magnetici che diventeranno l’oggetto principale della sua ricerca. Nasceranno così numerose famiglie di opere quali Télésculptures, Murs Magnétiques, Sculptures Télémagnétiques, Télépeintures, Télélumières, Sculptures Musicales e Ballets Magnétiques (rispettivamente Telesculture, Muri Magnetici, Sculture Telemagnetiche, Telepitture, Teleluci, Sculture Musicali e Balletti Magnetici). Tutte opere nelle quali calamite, elettro-calamite e materiali calamitati nonché dispositivi elettrici giocano un ruolo fondamentale volto a unire le due anime creative di Takis che definisce sé stesso “scienziato e artista”.

Takis a La DéfenseOttiene in un campo come nell’altro riconoscimenti internazionali. In quello scientifico, basta citare i brevetti che ha depositato nonché i suoi tre anni di attività di ricerca negli Stati Uniti, al prestigioso MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Cambridge. Questi hanno portato alla creazione delle Sculptures Electromagnétiques e all’invenzione delle Sculptures Hydromagnétiques nelle quali del liquido è sospeso in aria tramite forze elettromagnetiche.

All’inizio degli anni ’60 Takis frequenta scrittori e poeti della Beat Generation come Allen Ginsberg, Gregory Corso, William Burroughs, Sinclair Beiles. Quest’ultimo giocherà, come vedremo più avanti, un ruolo importante nella “mediatizzazione” di Takis e delle sue opere.

Quegli anni sono anche caratterizzati per Takis da un’intensa attività di composizione musicale e di collaborazione con altri artisti quali coreografi e registi, attività nella quale approfondisce l’uso dei campi magnetici nella creazione musicale. Come musicista, cerca un’origine naturale per la costruzione del suono, evitando le imposizioni derivanti dalle scelte arbitrarie dell’artista. La rivista New Scientist, in un numero di dicembre 1966, nell’articolo The sounds of tomorrow (I suoni di domani) giudica Takis, Yiannis Xenakis e John Cage i più promettenti musicisti del secolo.

Takis a La Défense

In sintesi, a Takis interessa l’esplorazione delle energie “invisibili”, delle forze magnetiche, del suono, delle forze atmosferiche … per integrare nelle sue opere il movimento, la musica, la luce e i campi magnetici.

Takis a La Défense

Dagli anni ’80 in poi realizza opere monumentali su larga scala, anche all’aperto lavorando sul paesaggio urbano, principalmente in Francia. La Défense ne è un esempio significativo. Due sono le opere dell’artista presenti nel quartiere degli affari, una ad ogni estremità del vasto piazzale.

La prima ad essere stata installata, nel 1988 all’estremità est, è chiamata Le Bassin Takis, ed è costituita da 49 segnali luminosi di varie forme e colori, di altezza da 3,50 metri a 9 metri, che svettano su un bacino di 2.500 metri quadrati. Questi segnali, che sembrano installati su delle molle, oscillano e lampeggiano in una sorta di balletto ludico che ha qualcosa di ipnotico. Il loro riflesso nell’acqua del bacino, insieme a quello dei grattacieli, fa sì che l’opera si integri particolarmente bene nel contesto del piazzale. E’ una delle opere più significative dell’artista, almeno per la sua estensione.

Che l’opera si chiami proprio Le Bassin Takis, è da vedere. Come molte opere installate a La Défense, sembra impossibile conoscerne il vero nome. Se viene chiamata da molti Bassin Takis, la targa metallica posta nelle vicinanze dall’EPAD Vai alla voce nel Glossario de La Défense la identifica come Sculpture lumineuse. Per non parlare dell’autorevole Fondation Maeght, di Saint-Paul de Vence, che la denomina Signaux: vis d’Archimède. Ma che importanza ha? Noi la chiameremo familiarmente Bassin Takis.

Il Bassin Takis a La Défense
Il Bassin Takis

La seconda opera di Takis a La Défense si chiama Signaux Lumineux (a meno che sia Arbres Lumineux …) ed è stata realizzata due anni dopo, nel 1990, su richiesta dell’architetto de La Grande Arche, Johann Otto von Spreckelsen, instaurando così una sorta di dialogo con l’altra opera. Installata all’estremità ovest del quartiere, dietro la Grande Arche, richiama il Bassin Takis con qualche differenza: in questa opera i segnali sono meno numerosi – soltanto 17 – ma più alti, da 6,50 metri a 11,50 metri. E manca l’acqua!

Signaux lumineux di Takis a La Défense
Signaux lumineux di Takis

Francobollo dedicato a Takis (1993)L’artista ha ottenuto numerosi riconoscimenti ufficiali da diversi paesi e in particolare dalla Francia. Nel 1993 la Francia ha emesso un francobollo in suo onore, che rappresenta una sua opera.

Se siete a Parigi e volete vedere altre opere di Takis, vi basta andare (cosi come vi abbiamo suggerito per Calder ) all’UNESCO dove, nel 1993, sono state installate nei giardini alcune opere, oppure al Centro Pompidou.

Takis vive oggi prevalentemente ad Atene, dove ha creato nel 1986 la Fondazione Takis KETE – Centro di Ricerca per l’Arte e le Scienze.

Takis si mette in mostra

Citiamo solo tre mostre fra le innumerevoli alle quali ha partecipato Takis, una si è svolta in Italia e due sono in corso di svolgimento in questo momento:

Takis a La Défense

  • Credito Siciliano di Acireale (Acireale), dal 23 luglio al 11 settembre 2004, l’esposizione “L’opera d’arte come forma di energia” inaugura la Galleria del Credito Siciliano di Acireale presentando al pubblico un muro magnetico, porte magnetiche e segnali eolici tipici dell’opera di Takis. La mostra si è successivamente trasferita a Milano, nella sede del Gruppo presso il Refettorio delle Stelline dove è rimasta dal 1 novembre al 11 dicembre 2004.
  • The Menil Collection (Houston, USA), dal 24 gennaio al 26 luglio 2015, la mostra Takis: The Fourth Dimension, presenta 25 opere tratte dalle collezioni del museo
  • Palais de Tokyo (Parigi), dal 18 febbraio al 17 maggio 2015, la mostra Takis: Champs Magnetiques (Potete vederne una parte senza spostarvi, )

Indovinello: chi è stato il primo uomo nello spazio?

Molti risponderanno Jurij Gagarin, qualcuno aggiungerà che è stato nell’aprile 1961.

Ma questo è senza tener conto di quanto è capitato il 29 novembre 1960, nella galleria di Iris Clert a Parigi.

Quel giorno, un gruppo di invitati assisteva all’evento L’impossible, un homme dans l’espace (L’impossibile, un uomo nello spazio) ideato e organizzato da Takis. Il poeta sudafricano della Beat generation Sinclair Beiles, il capo coperto da un casco da moto e rassicurato da una rete di protezione che era stata installata, rimane sospeso in aria grazie al campo magnetico creato da potentissime elettrocalamite attivate da Takis che interagivano con le calamite legate alla cintura di Beiles. Nel mentre, il poeta recitava una sua opera, il Manifeste magnétique: “Sono una scultura. […] Vorrei vedere tutte le bombe atomiche della terra trasformate in sculture. […]”.

Qui le testimonianze divergono: secondo alcuni, sarebbe stato leggermente sollevato, secondo altri ne sarebbe stata solo rallentata la caduta, secondo altri ancora, sarebbe rimasto sospeso per ben due minuti (forse il tempo di recitare il suo testo …).

Grazie alla forza delle calamite, sembrava che Takis fosse riuscito a realizzare il vecchio sogno dell’uomo di liberarsi dall’attrazione terrestre. Sicuramente era riuscito a creare quello che oggi sarebbe chiamato un grande colpo mediatico. Il surrealismo, l’elettricità, un uomo nello spazio sei mesi prima dei Russi, sono stati gli ingredienti sufficienti per far nascere la leggenda. Leggenda che ancora recentemente è stata ripresa da autorevolissime istituzioni come Forbes nell’articolo MIT Exhibit Reveals How A Beat Poet Conquered Space Before Yuri Gagarin e dal MIT o ancora dalla Tate Gallery.

Ognuno potrà farsi la propria opinione … Noi ci accontenteremo dei poetici Signaux lumineux de La Défense che esercitano sempre sul visitatore un’attrazione che ha qualcosa di … magnetico, in particolare al calare del sole.

Signaux Lumineux su sfondo di gru del cantiere Arena 92
Signaux Lumineux su sfondo di gru del cantiere Arena 92

Buon compleanno, Takis!

Takis a La Défense